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Con un intervento
risalente ai primi anni 70 del Novecento è stato rimosso
l’apparato barocco con cui l’intera aula ecclesiale era stata
rivestita.
L’aspetto attuale
restituisce dunque in gran parte l’assetto strutturale
originario: tre navate, spartite da 16 arcate ogivali poggianti
su pilastri ottagonali; copertura a capriate lignee; ricchissima
pavimentazione in pietra bianca e rossa con numerose lastre
tombali scolpite.
Sulla parete della
navata destra sopravvivono alcune
nicchie con importanti testimonianze quattrocentesche degli affreschi che un
tempo rivestivano l’intero ambiente: sul primo pilastro a destra,
la testina di una Santa Monaca, magistrale creazione di Antonio di
Atri; in alcune delle nicchie ogivali dislocate lungo il perimetro
parietale della navata destra: Madonna con le Sante Apollonia e
Agnese; Assunzione e Incoronazione della Madonna; Crocifissione
con San Giovanni e San Giulianino.
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La
navata destra |
Perciorrendo
la navata sinistra si nota subito che la parete viene interrotta
dall'apertura di un portone spoglio, quasi mesto: è la Porta
Santa. In una nicchia della navata
sinistra, sontuoso affresco del sec. XVI: Madonna con Bambino
affiancata dai Santi Michele Arcangelo e Massimo. Al di sopra
dell’arco trionfale, il prezioso Crocifisso medioevale scolpito
dal Maestro di Visso. Sotto l’ultima arcata di sinistra, un
elegante e pregiatissimo organo settecentesco in legno intagliato
e dorato recante eleganti bassorilievi dedicati alla Vita di
Cristo.
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La
navata sinistra |
Nel transetto, tuttora barocco, con modesta cupola di metà
Novecento, due grandi altari marmorei che accolgono,
rispettivamente, una Madonna con Bambino in terracotta policromata
attribuita a Silvestro Aquilano (fine sec. XV) e due tele
seicentesche: Decollazione del Battista (Mattia Preti),
Promulgazione della Perdonanza (scuola di Pietro Berrettini).
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Transetto |
Nell’abside destra, il
mausoleo rinascimentale disegnato e scolpito da Girolamo da
Vicenza custodisce i resti mortali di San Pietro Celestino.
Nell’abside maggiore,
un grande coro ligneo barocco è sovrapposto ad alcune importanti
persistenze dell’antico assetto della Basilica. Tra queste, il
celebre affresco quattrocentesco (attribuito a Saturnino Gatti)
raffigurante l’atto della rinuncia di Celestino V al papato.
Disseminate lungo le
pareti delle navate laterali e dell’abside maggiore, numerose
grandi tele dipinte da Carl Ruther di Danzica nel sec. XVII con
episodi della vita di San Pietro Celestino.
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Presbitero
e Abside |
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