www.basilicacollemaggio.it  -  Il Portale Ufficiale della Basilica di Collemaggio

 


 

 

Basilica S. Maria di Collemaggio: la facciata

La grandiosa facciata a coronamento orizzontale è bipartita orizzontalmente da una cornice a mensole; due paraste dividono in tre la porzione superiore; l’intera superficie è rivestita da un paramento in pietra bianca e rossa concepito come uno spettacolare arazzo sul quale si stagliano le vertiginose merlettature dei tre portali, dei tre rosoni e degli altri non meno raffinati elementi compositivi. Addossato all’angolo destro della facciata, il basamento di un poderoso torrione ottagonale fa da quinta verso l’area occupata dal vasto insediamento monastico, oggi sede di attività di studio e ricerca.

Al centro del fianco sinistro del corpo basilicale campeggia la Porta Santa, che viene aperta soltanto una volta l’anno, dalla sera del 28 Agosto alla sera seguente, per l’indulgenza della Perdonanza; è incorniciata da un prezioso portale di fine Trecento, sormontato dall’insegna municipale in pietra a tutto tondo e racchiudente una lunetta affrescata all’inizio del Quattrocento da Antonio di Atri (Madonna con Bambino affiancata dai Santi Giovanni Battista e Celestino; quest’ultimo mostrante la Bolla dell’indulgenza).

 

 

 

 

La facciata della Basilica
di S. Maria di Collemaggio


Guardando la Basilica

La facciata della Basilica è stata realizzata tra il '400 ed il '500 con pietre bianche e rosa che disegnano un magnifico sfondo a tre rosoni e tre portali. L'opera è di dubbia attribuzione ad artisti diversi, alcuni raffinatissimi (portale e rosone centrale); si ipotizza nell'opera un contributo di Domenico da Capodistria.

 

 

 


Basilica di Collemaggio: l'interno

Con un intervento risalente ai primi anni 70 del Novecento è stato rimosso l’apparato barocco con cui l’intera aula ecclesiale era stata rivestita.

L’aspetto attuale restituisce dunque in gran parte l’assetto strutturale originario: tre navate, spartite da 16 arcate ogivali poggianti su pilastri ottagonali; copertura a capriate lignee; ricchissima pavimentazione in pietra bianca e rossa con numerose lastre tombali scolpite.

Sulla parete della navata destra sopravvivono alcune nicchie con importanti testimonianze quattrocentesche degli affreschi che un tempo rivestivano l’intero ambiente: sul primo pilastro a destra, la testina di una Santa Monaca, magistrale creazione di Antonio di Atri; in alcune delle nicchie ogivali dislocate lungo il perimetro parietale della navata destra: Madonna con le Sante Apollonia e Agnese; Assunzione e Incoronazione della Madonna; Crocifissione con San Giovanni e San Giulianino.

 

La navata destra

 

Perciorrendo la navata sinistra si nota subito che la parete viene interrotta dall'apertura di un portone spoglio, quasi mesto: è la Porta Santa. In una nicchia della navata sinistra, sontuoso affresco del sec. XVI: Madonna con Bambino affiancata dai Santi Michele Arcangelo e Massimo. Al di sopra dell’arco trionfale, il prezioso Crocifisso medioevale scolpito dal Maestro di Visso. Sotto l’ultima arcata di sinistra, un elegante e pregiatissimo organo settecentesco in legno intagliato e dorato recante eleganti bassorilievi dedicati alla Vita di Cristo.

 

La navata sinistra

 

Nel transetto, tuttora barocco, con modesta cupola di metà Novecento, due grandi altari marmorei che accolgono, rispettivamente, una Madonna con Bambino in terracotta policromata attribuita a Silvestro Aquilano (fine sec. XV) e due tele seicentesche: Decollazione del Battista (Mattia Preti), Promulgazione della Perdonanza (scuola di Pietro Berrettini).

 

Transetto

 

Nell’abside destra, il mausoleo rinascimentale disegnato e scolpito da Girolamo da Vicenza custodisce i resti mortali di San Pietro Celestino.

Nell’abside maggiore, un grande coro ligneo barocco è sovrapposto ad alcune importanti persistenze dell’antico assetto della Basilica. Tra queste, il celebre affresco quattrocentesco (attribuito a Saturnino Gatti) raffigurante l’atto della rinuncia di Celestino V al papato.

Disseminate lungo le pareti delle navate laterali e dell’abside maggiore, numerose grandi tele dipinte da Carl Ruther di Danzica nel sec. XVII con episodi della vita di San Pietro Celestino.

 

Presbitero e Abside

 

 

 


 

 

 


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