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Vita del Beato Giovanni Bassando (Jean de Besançon 1360 - 1445)

Alla sinistra dell’altare maggiore di Santa Maria di Collemaggio riposa il sacro corpo di Giovanni Bassando, così chiamato perché oriundo della città francese di Besançon, dove nacque nel 1360 da famiglia profondamente religiosa ed in un ambiente sano. All'età di 18 anni (1378) si consacrò a Dio fra i Canonici Regolari Lateranensi, nel Monastero di San Paolo di Besançon. Egli seguì così fedelmente la Regola di Sant'Agostino, tanto da essere eletto, appena trentenne, Priore di quella stessa Casa. Però il Signore lo chiamava ad una vita di maggior perfezione e, precisamente, tra i Celestini di Parigi che egli aveva conosciuto e che altamente apprezzava per la rigidità della Regola e per la santità di vita dei suoi membri. Giovanni, divenuto Celestino, fece tanti progressi nella virtù e nell'ac­quisizione delle Scienze Sacre.

Dal 1408 la sua attività non fu soltanto spirituale e contemplativa ma anche operativa. Per sola obbedienza ai suoi Superiori accettò varie cariche come Vicario del famoso Monastero di Santa Maria di Parigi. Da superiore di Monasteri a più volte supe­riore Provinciale, da fondatore di nuovi conventi a sapiente riformatore di altri già esistenti, l'operosità di Giovanni non conobbe soste  e,   dovunque   fosse,  dovunque  andasse,  portava sempre con sé il profumo delle sua grande carità, che conquistava sempre ed infallibilmente.

La Francia, la Spagna e l'Italia conobbero per esperienza diretta quest’uomo così straordinario e così Santo. Ma, tuttavia, chi ebbe la fortuna di conoscerlo più e meglio fu la città dell'Aquila che lo accolse, due mesi prima che morisse S. Bernardino da Siena, fra le sue mura come inviato del Papa Eugenio IV per riformare e per dare nuova vita al convento di S. Maria di Collemaggio. Nonostante l’età avanzata di circa 83 anni, Giovanni venne volentieri a pre­gare vicino alla tomba del suo grande Padre San Pietro Celestino e da questa tomba attinse nuove forze per nuove lotte e nuove vittorie. Tutti furono soddisfatti della sua santità, i monaci e i cittadini Aquilani, e incominciarono a recarsi da lui per visi­tarlo e per raccomandarsi alle sue preghiere.

Quindici mesi durò la sua ardua missione, ma anche in così breve tempo, S. Maria di Collemaggio ridiven­ne un luogo di studio e di meditazione, un luogo di profonda perfezione religiosa. Vi mori il 26 agosto 1445.

Gli storici dicono che dinanzi alla bara sfilarono molte migliaia di persone, venute anche da lontano in occasione della Perdonanza Celestiniana. S. Giovanni da Capestrano, che era in L’Aquila, tessé di Giovanni un magnifico elogio funebre. Il suo corpo, sepolto nella calce come era costume, molti anni dopo fu trovato ancora intatto, come è tuttora, conservato nell’Urna della Cappella a sinistra  dell’altar maggiore.

 

 

 

 

Altare del Beato Jean
de Besançon


 

 

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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