|
Alla
sinistra dell’altare maggiore di Santa Maria di Collemaggio
riposa il sacro corpo di Giovanni Bassando, così chiamato perché
oriundo della città francese di Besançon, dove nacque nel 1360
da famiglia profondamente religiosa ed in un ambiente sano.
All'età di 18 anni (1378) si consacrò a Dio fra i Canonici
Regolari Lateranensi, nel Monastero di San Paolo di Besançon.
Egli seguì così fedelmente la Regola di Sant'Agostino, tanto
da essere eletto, appena trentenne, Priore di quella stessa
Casa. Però il Signore lo chiamava ad una vita di maggior
perfezione e, precisamente, tra i Celestini di Parigi che egli
aveva conosciuto e che altamente apprezzava per la rigidità
della Regola e per la santità di vita dei suoi membri.
Giovanni, divenuto Celestino, fece tanti progressi nella virtù
e nell'acquisizione delle Scienze Sacre.
Dal
1408 la sua attività non fu soltanto spirituale e contemplativa
ma anche operativa. Per sola obbedienza ai suoi Superiori accettò
varie cariche come Vicario del famoso Monastero di Santa Maria
di Parigi. Da superiore di Monasteri a più volte superiore
Provinciale, da fondatore di nuovi conventi a sapiente
riformatore di altri già esistenti, l'operosità di Giovanni
non conobbe soste e, dovunque
fosse, dovunque
andasse, portava
sempre con sé il profumo delle sua grande carità, che
conquistava sempre ed infallibilmente.
La
Francia, la Spagna e l'Italia conobbero per esperienza diretta
quest’uomo così straordinario e così Santo. Ma, tuttavia,
chi ebbe la fortuna di conoscerlo più e meglio fu la città
dell'Aquila che lo accolse, due mesi prima che morisse S.
Bernardino da Siena, fra le sue mura come inviato del Papa
Eugenio IV per riformare e per dare nuova vita al convento di S.
Maria di Collemaggio. Nonostante l’età avanzata di circa 83
anni, Giovanni venne volentieri a pregare vicino alla tomba
del suo grande Padre San Pietro Celestino e da questa tomba
attinse nuove forze per nuove lotte e nuove vittorie. Tutti
furono soddisfatti della sua santità, i monaci e i cittadini
Aquilani, e incominciarono a recarsi da lui per visitarlo e
per raccomandarsi alle sue preghiere.
Quindici
mesi durò la sua ardua missione, ma anche in così breve tempo,
S. Maria di Collemaggio ridivenne un luogo di studio e di
meditazione, un luogo di profonda perfezione religiosa. Vi mori
il 26 agosto 1445.
Gli
storici dicono che dinanzi alla bara sfilarono molte migliaia di
persone, venute anche da lontano in occasione della Perdonanza
Celestiniana. S. Giovanni da Capestrano, che era in L’Aquila,
tessé di Giovanni un magnifico elogio funebre. Il suo corpo,
sepolto nella calce come era costume, molti anni dopo fu trovato
ancora intatto, come è tuttora, conservato nell’Urna della
Cappella a sinistra dell’altar
maggiore.
|
|
 |
|
Altare
del Beato Jean
de Besançon |
|